Il mio fidanza

Io chiamarlo fidanzato non ce la faccio. Perchè mi pare di declinarlo al passato.

Che poi si dice declinarlo o coniugarlo? Nel senso, i nomi si declinano, i verbi si coniugano. Ma in questo caso? Non so. A parte questo.

Fidanzato è come relegarlo a qualcosa che, ben che vada, è ieri. Ieri è fin troppo in là.

Così preferisco chiamarlo COMPAGNO (tipo presente indicativo. Il congiuntivo sarebbe insopportabile per una morbosa come me: acquisterebbe quella valenza di incertezza inconcepibile. Oggi. ). E’ un pò come fidanzarsi dopo essersi sposati: una liberazione.

Il mio compagno non conosce l’Urban, quasi unico locale di questa angusta città (che però raramente si abbandona). Però conosce almeno tre rimedi fallibili per far vomitare il cane che ha ingoiato calzino e mutande e soprattutto tutte le possbili impollinazioni genetiche che farebbero incrociare perfino un olivo con una camelia.

Il mio compagno ha un backberry di ultima generazione e non utilizza il pin. La password dei suoi account è la sua data di nascita e se proprio richiedono una lettera, allora è l’iniziale del suo nome.

Il mio compagno ha un profilo facebook che utilizza per uno scopo indegno, tipo controllare l’umore di suo figlio tramite lo status e proibirgli di pubblicare foto con lingue di fuori o di cliccare MI PIACE su una foto di un 15enne qualsiasi con la lingua di fuori.

Il mio compagno è assai più vecchio di me, il che mi permette di giocare con la supervisione di un adulto. Cosa fantastica, tra l’altro.

Il mio compagno non conosce il blog e le uniche cose di me che legge sono i messaggi attaccati al frigo (quello di ieri recitava: Buona primavera. Mi ha richiamata dicendo: Amore, prima quanto? Mi sa che sono in riunione e non ce la faccio). Ho sorriso dicendo che mi ero organizzata con la Cinzia (il mio cane) e con Giulio (mio figlio).

Ieri sera, mentre stiravo la camicia celeste, ad un tratto mi chiede se io sapevo che è possibile cambiare gli status di facebook, relativamente alla situazione sentimentale. Bella questa. Dopo un nanosecondo (lui direbbe il tempo cinque minuti di Breitling), in virtù delle lezioni di cazzate frequentate intorno ai 30 anni ho risposto:

Beh, ma che importanza ha lo status di facebook omesso. Uno non lo scrive perchè ognuno vive la situazione nella propria assoluta individualità. Il dire che so, che sei impegnato, toglie la forza al sentimento come un proiettile deviato.

(Convinto zero)

Beh, uno non lo cambia per pigrizia.

(Manco un accenno di convinzione)

Beh, uno ad esempio si dichiara single così gli amici non gli fanno domande e uno risulta essere più credibile agli occhi del mondo, specie nel caso di storie da maneggiare con cautela.

Ah. dice lui.

Cazzo funziona, dico io. Percepisco che sono sulla via giusta, che è fuochino. Incalzo con l’argomento a piacere. Vedi, poi uno qualificandosi con uno stato preciso finisce per essere identificato con quello stato, con la storia d’amore. L’amore è sopravvalutato, è riduttivo, capisci?

Io amo i suoi occhi celesti. Specie quando ridono a crepapelle e lacrimano. Lacrimano felicità. E’ bello sentirsi divertente. Sono andata a letto che mi sentivo un pagliaccio, una macchietta furba e spiritosa.

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2 risposte a Il mio fidanza

  1. Ste ha detto:

    Se ce l’ha fatta testa/ginocchio ce la potevi fare anche te

  2. Lopezcamilla ha detto:

    Who is testa/ginocchio? 😀

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