Questa è esattamente la mia vita (non tutta, però)

Il mio lavoro è un lavoro meraviglioso. Ecco perchè.

Ogni giorno imparo un parola nuova che pare uno sciogli lingua. E imparo a dirla talmente bene, veloce, in un discorso di senso compiuto che sembro un’aliena posseduta da mr.glaskosmithkline. Così, in pausa pranzo, sussulto e dico: o cazzo, non ho richiamato la signora per l’eritropoietina. Strizzo l’occhio alla mia spocchia e mangio riso nero. 

Potrei uscire alle due. La verità è che non ci esco quasi mai, ma sapere che se solo volessi potrei, mi fa sentire libera. Lo stupore per avere tutto il pomeriggio libero mi fa sussultare il cuore ogni volta che il pensiero mi coglie all’improvviso. Oramai da più di un anno a questa parte.

Il mio ufficio ha la finestra che tutti vorrebbero avere. E ci batte un sole che se non c’è se lo inventa. Avete idea di quanto aumenta la produttività in un ambiente di lavoro confortevole? Chiedetelo ai giardini zen dentro la Maglital di Luca Caprai. Grande Luca. 

Il caffè della macchinetta al piano terra ha la mia stessa umoralità. Ha la possibilità di essere buonissimo o amarissimo da un’ora a quell’altra. Questo me lo fa sentire vicino e simpatico. Uno di famiglia, insomma. 

Puoi studiare, mentre lavori. Cioè a volte il tuo lavoro è esattamente lo studio. Dico io, non sto scherzando. Entra il tuo capo in ufficio, ti vede che studi e ti chiede scusa se ti disturba. Roba da libro cuore. 

Ci si chiama Dottore, a prescindere. E questa cosa è un pò come portare il grembiule alle elementari. Pensateci bene, non è male come sembra.  

Si fanno i corsi di aggiornamento. E qui inizia il vero post. 

Oggi sono andata al Parco Santa Margherita ad un corso di formazione, una Camelot dell’aggiornamento. Ero nella Panda della mia collega. Rita. Moglie e madre premurosa anche con chi non le è figlia (si si parlo di me), pacata, caschetto composto, maglia morbida sui fianchi, la borsa buona per la domenica riposta nella custodia originale, lei che ti perdona ogni stizza con uno sguardo serafico. Radio Subasio di ordinanza alla radio. 

Parte Cyndi Lauper: Girls just want to have fun. Lei inchioda e mi dice “Noooo. Estate 1983. Io e Piero attraversammo le alpi in tenda. Monta la tenda, smonta la tenda. Che gusto. Ascoltavamo sempre questa canzone in cassetta”.

CLAP CLAP CLAP. Tutti scarmigliati sul divano. Io inizio stasera. 

 

 

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