Polvere di Caffè

Dicono che il Natale sia passato. Come il peggio. Tra adulti funziona così, che si è stanchi delle feste ancor prima che inizino. Pensavo fosse un vezzo di mio padre, quello di odiare il Natale. Oggi che abbastanza grande lo sono anche io, ho capito che la maggiorparte delle persone che conosco detesta il Natale. Ho passato almeno venti natali a domandarmi quale sua sofferenza si ravvivasse in questi giorni di festa, quale malinconia, quale regalo negato, quale colpa, quale inadeguatezza. Tutto ho pensato per giustificare il suo non natale.

Non c’era niente, niente di originale. Ahimè.

Mio figlio ha ricevuto una batteria. E ha nascosto le bacchette perchè nessuno possa suonarla in sua assenza. Stamattina mi ha detto che la batteria è un pò come una macchina, che per guidarla bene devi aggiustare il sedile. Che varia con l’altezza. E quindi la sua batteria non si può suonare da chicchessia. Manco da me. Ricapitolando lo stato di avanzamento dell’emancipazione di Giulio, la musica è l’incontro coll’ignoto. E’ un fatto privato, come dice lui. Mi piace.

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Una risposta a Polvere di Caffè

  1. paolo f. ha detto:

    Buon Natale, Lopezcamilla. Apprezzare il natale è roba da piccoli. Sarà per questo, oltre che per il dono della scrittura, che non invecchierai mai.
    Buon per te.

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