Vi prendo e Vi porto a casa

Stamattina entrando nel mio ufficio la prima cosa che ho pensato è che devo riportare a casa le mie orchidee.
Me le ero dimenticate, in questi giorni elettrici e veloci. Le ho viste carnose e tronfie e ho sorriso al pensiero che il mio dirimpettaio ha cercato di stecchirmele con l’alcol. Quel giorno le presi e mi chiusi in bagno, e lavai ogni radice, e ogni singolo granello di argilla e corteccia. Le foglie si fecero gialle e i fiori caddero. Ma poi, tempo un mese, nuovi getti all’orizzonte e fu festa.

Quello che mi piace del mio giardino è che mentre cammini nuda sull’erba che s’è accoppiata col prato, sei un tutt’uno con loro, in un’orgia creativa di fieno, quadrifogli, un girasole di tigna, le foglie dell’olivo con l’occhio di pernice, il gelso che te l’hanno spacciato per nero e invece fa frutti bianchi. Che quando poti le rose, non tagli solo un ramo, ma anche i tuoi polsi che puntualmente sanguinano sgraffiati. Che ti vien voglia di chiedere il permesso per mangiare un’albicocca e che a raccogliere quella già caduta ti vien meglio. Che i fiori delle piante grasse durano una notte, come tante delle tue felicità. Che la camelia ti fa tribolare esattamente come solo dio sa cosa.

Quando passi la domenica a curare ognuna di loro e a sistemarle per la notte, a metterle al riparo dal freddo, a concimarle in febbraio, a tagliare il prato lasciandolo sempre lungo come i capelli di tuo figlio, allora ti rendi conto che mai sei stata più libera di così, nella solitudine del tuo fazzoletto di terra, con le rose dell’imperatrice Farah e la legna che diventa cenere e appena arriva il vento semina il nulla.

Venite mie piccole orchidee, vi riporto a casa, dietro la finestra a contemplare la siepe piena di bacche rosse e gialle. E quando arriverà l’estate sarete sopra il tavolo sotto il pergolato. In fondo, quello serve a proteggere voi piuttosto che me.

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Una risposta a Vi prendo e Vi porto a casa

  1. paolo f. ha detto:

    Devi essere una moderna Flora, dal vivo. Almeno io ti immagino così.

    PS. Il vicino che ti secca le orchidee deve essere pestato!

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