Le avventure della giovane Lopez

La tua insegnate di scrittura è come lo psicologo. O quantomeno finisce per diventarlo, se le piaci come scrivi. E allora ti lascia scrivere per ore, senza guinzaglio. Libera. E ti saluta portandosi via quello che hai scritto riservandosene la lettura in solitaria. Ed è il momento più terribile, quello del distacco. L’inchiostro indelebile se ne va e tu non sei lì a dargli la voce, l’intonazione, il sospiro, la furia e le pause. Come uno spartito, chiunque deve essere in grado di suonarlo e brucia sapere che non ci sei più tu. A difenderlo.

La felicità è un pallino. E’ un segnale. E’ una vibrazione. Ha la voce metallica del poco segnale che arriva per tigna. O l’unico punto in cui le tacche son tutte allineate, come soldati. Non esiste essere tanto felici, poco felici. O si è felici o non lo si è. Perchè a differenza di tutto il resto, la felicità è una scintilla. Elettricità. Non è un motore a vapore, non è un meccanismo, non è velocità, non è forza. E’ polo positivo e polo negativo. E va. Va oltre noi, oltre il corpo, oltre la volontà.

Non chiedete mai a qualcuno se è felice. Se lo fosse, state sicuri, che si vedrebbe. Non chiedetelo. La felicità non si chiede. Mai.

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6 risposte a Le avventure della giovane Lopez

  1. marco ha detto:

    Si e no. Il piccolo principe diceva che l’essenziale è invisibile agli occhi. Magari la felicità può essere nascosta, allo stesso modo dell’infelicità. Perchè nascondere l’infelicità e urlare la felicità?

  2. lopezcamilla ha detto:

    Discorso complesso, amico mio.

    Direi innanzitutto che, chechesenedica, la felicità non è affatto essenziale. E’ per molti versi random, è il figliol prodigo: sei lì a rimpinzarla di vacche grasse e l’aspetti. La differenza la fa il modo in cui l’aspetti e la coltivi. E’ lì che diventi una persona migliore.

  3. marco ha detto:

    Mi stai dicendo che l’uomo potrebbe vivere senza felicità? Perchè se mi dici di si, mi crolla un mito. :(((((((((

  4. lopezcamilla ha detto:

    Nell’accezione “piccoloprincipe”. La felicità non è mesta è rumorosa. 380 BPM plus. Dico solo che che se non ti vien voglia di urlare al mondo tutti in piedi sul divano, se non ti vien voglia di darne un pezzo a qualcuno, se non ti vien voglia di sfanculare la disillusione, non sei abbastanza folle da esser felice. E uno può vivere senza follia. Io però no 🙂

  5. marco ha detto:

    Barbara, anzi Lopez (che tra l’altro non mi piace per niente ‘sto nome da lolita messicana), così ti riconosco.

    Ciaobellachesei.

    A presto

  6. nicoletta ha detto:

    Secondo me, uno può essere davvero felici solo a vent’anni. Poi uno ad uno crollano le spensieratezze che ti rendono folle. Per questo che tra noi grandi si parla solo di infelicità e la tranquillità è vista come una conquista. L’infelicità unisce e ti riconosci nell’infelicità dell’altro. Mostrarsi felici ti condanna alla solitudine.

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