Del linguaggio

Quando mi chiama di domenica vuol dire che vuol cenare insieme. Il che mi piace, per carità. Mi piace assai. Anche se l’ultima volta è stata una serata da dimenticare. Vedo il suo nome lampeggiare sul display e rispondo: “Ciao cocco”. Il suo esordio “Ciao Patatina” mi disturba. Tutti i saluti con nomignoli di qualche riferimento grottesco-sessuale mi fanno girare le palle. Mi passa la vita davanti: simone con ciao pisellina, cristian con ciao pipa, tommaso con ciao micina. Ma checcazzo, ma mica va bene. Pensa tu se io rispondessi al telefono ciao favetta pendula, oppure ciao marsupio pelosetto, oppure ueeee topolino, oppure ciao passerino bello.

Sono una donna d’altri tempi, che si eccita ancora con “ciao lopez”  e quando osa il “ciao ciccio” le fanno notare che è veramente in buona. E questa cosa è unica e meravigliosa­.

Fatto sta che ho declinato l’invito per cena, m’ha sfavato l’incipit e non ci posso far niente. 

 

Keywords: tesoro qui, tesoro là, siamo amici non una coppia di scambisti.

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