Quella sostenibilissima leggerezza dell’agape

Questa settimana, per la prima volta nella mia vita, mi trovo a pensare che per 18 giorni non vedrò mio figlio. Siamo al sesto. Mi manca, si. Molto. Mi manca silenziosamente, negli interstizi emotivi e pratici della quotidianità, come qualsiasi grande amore. Credevo di avere più tempo per me, dato dalla sua assenza, salvo poi avere la gioiosa conferma che il tempo che dedico a lui è (anche) tempo per me. Di una grana e di una finezza diverse da qualunque altro tempo.

Sto facendo tante belle cose in questo tempo e mi sento molto felice. Ho raccolto molto, quanto sperato, in termini di attenzioni umane. Le ho raccolte ascoltando. Con le orecchie, ovvio. Ma anche con gli occhi. Perfino con il tatto. Il ghiaccio sulla schiena, l’odore ferroso tra le dita, i calli sulle mani, la pelle al sole, Simona che si lancia dal paracadute, Giulio che scrive il suo primo dettato, la nuova casa di mia sorella, David con le sue massime, pago pegno con 4 sigarette a Simone, Irene a Montepetriolo, paccarsi la bocca dal ridere con la Vale, gli occhi sbrilluccicanti di Gloria, la vacanza alle porte, il profumo di Enrica, con mia madre a parlare di sport, la promessa di una corsa con Alvaro, i trampoli della Nicoletta, Nicola e i suoi racconti, la Lucia e il suo son più matta che bella, la prima volta dalla Benedetta, le stelle con Giulio al Cassero di Porta Sant’angelo, la nuova musica, stasera a cena con la Raffa, muscoli, fatica, sudore. Noi tre a fare progetti su come spartirci un quarto di vitello. Laura e Alessio, il caffè con l’Anna, le mie piante grasse piene di boccioli, il gelso che ha attecchito, la siepe, il prato, l’acqua e la farfalla notturna tra i capelli. Politica, ideologie, rivoluzione. Che sarebbe di una vita senza moneta. Il pranzo con Morini, la macchinetta fotografica, concerti, il pane alle nutrie del percorso verde, i capelli biondi, Oliviero, il cappuccino al solito bar, i campi estivi e strategie per conquistare Cristal. Il poggio. La fiesta ad occhi chiusi, l’attesa, petali di rosa,  i baci in macchina sgamati da Piero, la voglia di mescolare i miei pensieri ai suoi, femmine noiose, wonder woman e sette mandorle al giorno. Fabian, montagne di cibo, blockbuster, film orror,  il pc spento prima di venire a letto, la fedeltà assoluta, le nuove scarpe da ginnastica gialle nere e bianche, l’olio sul comodino, perugia livorno con le mani sul collo, l’enciclopedia della pesca, mio padre, il contachilometri della twingo ha fatto il giro.

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