Pelle, ossa e dintorni

Jule-Rotenberg-giselle

Questa mattina ho rischiato di morire. Lì per lì con Cristian ci ho riso su ipotizzando l’annuncio funereo. Poi con il passare del giorno e del tempo ho riflettuto meglio. Non tanto alla morte, ma alla vita. Va da sè che il pensiero del non esserci più sfiora chiunque e ognuno di noi lo imbelletta di cipria.  Cipria che assume sfumature diverse a seconda dell’età e del vissuto.

Insomma grosso spavento, ora passerò in ospedale a trovare il mio mancato carnefice, gli porterò una scatola di cioccolatini. Non mi viene in mente nient’altro da regalare alla morte. Scema che sono.

L’idea dell’eterno sonno mi ha fatto riflettere su quanto in verità io sia pronta a vivere. Non è che una recente conquista. C’è tanto da fare.

Gioia.

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