Sull’amorevolezza

A volte mi sento che non c’entro. Io e la mia vita. L’ingombro, l’aria, lo spazio di manovra. E’ vero che sono una macchina qualsiasi e, come tale, entro tra le due strisce blu. Ma mi succede talvolta che mi illuda di fare un parcheggio da manuale ma non mi si apre lo sportello, o mi si piegano gli specchietti. Allora faccio retromarcia e accosto tutta da una parte. Ma a quel punto esco io e non esce chi mi siede accanto. Oppure capita che torno e non trovo le stesse condizioni che ho lasciato. Repentinamente tutto cambia. Uno mi parcheggia al liscio del lecito e io fatico a rientrare. Oppure mi chiude troppo dietro e mi tocca fare mille manovre. Senza servosterzo.

 

A volte guardo chi la macchina la parcheggia a cavallo di una striscia. Occupando due posti. E mi sembra un intollerabile atto di inciviltà. Anche sentimentale, soprattutto emotiva.  

 

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