1976 e dintorni

La depressione è un atto di presunzione. Di ingordigia. E’ incetta di ego. Nonostante i sintomi farebbero pensare ad una sorta di colica di aggressività verso il mondo,  identificherei molti dei miei coetanei con gli ignavi dell’antinferno. I peggiori. Quelli che “che mai non fur vivi”.

Il non scegliere, ovvero il non abbracciare con degna convinzione una qualsivoglia croce o delizia, dipende dalla deleteria incapacità di ricontrattare la propria posizione. Arroccati nei sogni di gloria di pelli brufolose oppure protesi in un futuro troppo remoto. Come più conviene­.

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