Troppi occhi

Quel giorno si alzò e pensò che ne aveva abbastanza. Non avrebbe più coltivato orchidee. Quei fiori carnosi la guardavano insistentemente, chiedendo acqua e sole. Non troppa acqua e non troppo sole. Sole indiretto e acqua senza ristagno.

Lo stelo sottile e glabro, e quel ciuffo di fiori. A volte si piegava dal peso, quando era in fioritura. E se cadevano, cadevano che ancora non erano sbocciati, un bozzolo come a rinunciare alla tentazione di crescere.  

Si rifletteva sui sepali e lei, nel toccarli, ci si specchiava.

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