Que te duermas con los angelitos

C’era una volta un piccolo villaggio molto particolare. Questo infatti era diviso perfettamente a metà da un bosco di pini e di olmi: alberi enormi che sembravano macchie di verde e siepi colorate. Si diceva che lì in mezzo ci fossero sterminati prati di fragole, more e mirtilli e che vi crescessero dei fiori profumati dai colori dell’arcobaleno. Il bosco era abitato da un lupo: nessuno lo aveva mai visto e, se anche qualcuno lo avesse mai incontrato, non era sfuggito vivo dalle sue grinfie. Lo si sentiva ululare nelle notti di luna piena e tutti gli abitanti chiudevano a doppia mandata le loro porte sopraffatti dalla paura.

Al di quà del bosco in una casa dal tetto di marzapane, le persiane blu e le porte rosse viveva una mamma con la sua bambina. La piccola aveva gli occhi blu e i capelli neri, ma ciò che la distingueva dalle altre non era nè il piede piccolo da ballerina nè la voglia di caffèlatte sul polso destro, quanto piuttosto un buffo cappotto rosso, con tanto di cappuccio, dal quale non si separava mai. Per questo tutti la conoscevano con il soprannome di Cappuccetto Rosso.

Un giorno la mamma le disse: “bambina mia adorata, fammi un piacere, porta questo cestino alla nonna”

… … …

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