E così, passando lì davanti …

Gli ho domandato: ma tu da piccolo ci andavi sui giochi più paurosi? E mi ha risposto che no, era pavido. Deve essergli passata, col tempo, la soggezione del pericolo. Chissà perchè, chissà per come. Chissà se ogni volta che sale su questa nostra giostra non gli viene d’istinto di scendere giù. E ripensare ad allora, a quando la paura era più nel corpo che altrove.

Saliamo, saliamo su. Le luci dei baracconi si diradano, diventano piccole. Immagino di ricordarmi: la mia voce sul barcone dei pirati, sconsiderate braccia al vento e mille lire di zucchero filato. 

Mi volto. Consapevole di trovarlo. Gioia.      

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