74 foto

Metti una notte che tutto dorme, compresa la parte di te che di solito ti impedisce di fare cazzate. Metti che nel cassetto hai la tua macchina fotografica con due soli scatti in canna e diversi rullini nel cassetto. Cominci a scattare, sdraiandoti in terra, salendo su seggiole, in ginocchio sul divano, puntellata alla parete, a testa in giù, in punta di piedi su una sola gamba, prona, supina, senza occhi, senza una mano. Piegata sui 90 gradi. Raggomitolata, distesa, mano ferma, sguardo fisso, sorriso, broncio, smorfia. Oppure metti che fai una piroetta con l’obiettivo aperto e scatti 13 foto in 20 secondi. Zoomma cazzo, zoomma. La luce va corteggiata, va capita, va amata, va rispettata. Le vanno girate le spalle oppure accolta con coraggio, al limite viene bianca, al limite viene nera. Senza paura. Quante possibilità ci sono per fotografare una cosa, quanto tempo deve ancora passare e quanti clic devi ancora sbagliare.

Metti che alla fine ti siedi, guardi i tre rullini allineati sul tavolo e uno che sta riavvolgendo. E scoppi ridere e ti dici che sei pazza. O meglio, te ne convinci con rassegnazione.

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