Mea culpa

Rifletto in merito alle parole che mi sono state dette, non in un momento di rabbia, ma di sana meditazione. Sono impegnativa, molto impegnativa (leggi una gran sega). Certo mi si dice che avermi come amica, è anche bello, addirittura un’esperienza unica (perchè riesco a cazzeggiare come si fa con un uomo, a leggere il menù del ristorante con intonazioni e voci diverse, e a divertire. Divertirci)

Certo, però sono impegnativa ed è un grande difetto. Perchè pretendo, sbagliando, dalle persone che mi stanno vicino il 100% (di che? Di disponibilità? Di attenzione? Di prestazioni? Di piaggeria? Di sincerità?). 

Gli effetti collaterali dello starmi vicino non tardano a manifestarsi: già dopo poche settimane il mio magnetismo si trasforma in piena sudditanza psicologica. Da dipendenza e costringe alla dipendenza: il rischio è di bruciare tutto subito (neuroni compresi).

Forse è meglio ripristinare un certo equilibrio (si, lo credo anche io).

Queste parole mi hanno ferito. Si, proprio. Ora, riconosco che è vero. Che effettivamente non sono una semplice. Ma da qui a ispirare una mail del genere, ce ne passa. Secondo me, è un tantino esagerata.

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Una risposta a Mea culpa

  1. giùdallebrande ha detto:

    ma la critica mi sembra costruttiva.
    Alla fine, sbagliando si impara!
    Ciao Lopez.

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