Che si deve rispondere quando ti chiedono cosa fai nella vita?

27 01 2011

Si perchè è una di quelle domande che son come arlecchino che dice la verità burlando. E trovo incredibile che si abbia coraggio di farla così, di primo acchito. Come se per aprire la porta di casa mitragliassi la serratura. Che vuoi che ti dica? La verità non te la posso dire, sarei nuda immediatamente davanti ai tuoi occhi strani(eri).

Pensi davvero che mi metta lì a dirti di quel che faccio dei miei trentacinque anni, del mio umore, del mio amore e delle mie pareti viola? E ammesso che te lo dicessi, che pensi di farne? Non te l’hanno mai insegnato che il ghiaccio si rompe immaginando cosa l’altro sia, ancor prima di saperlo davvero.

Oppure devo credere che la domanda sia solo retorica, che in verità ti interessa sapere ben poco, solo quattro stronzate per sentirti subito amico. In quel caso, meglio chiedere che lavoro fai.

keywords: riflessioni post prandiali, roba da ccciovani, intimità





Libri complici

26 01 2011

“Mia madre sul suo letto di morte mi supplicò di sposarmi da giovane con una donna bianca, di farci insieme almeno tre figli, e fra questi una bambina col suo nome, che era stato quello di sua madre e di sua nonna. Non dimenticai la supplica, ma avevo un’idea così flessibile della gioventù che non mi sembrò mai troppo tardi”

(Memoria delle mie puttane tristi, Gabriel Garcia Marquez)





All I want is you (U2)

13 01 2011

Quando corri con una musica non tua nelle orecchie, non sai mai che aspettarti. Roba da toglierti il fiato e cominciare a camminare a tastoni in mezzo alla campagna, piegata in due, come t’avessero morso la milza. Acciecata così tanto che la macchina che arriva contromano, e ti passa a due metri, ti restituisce la vita. La scossa.

All I want is you è stata la speranzosa alba di un giorno durato anni. Un giorno che ne ha viste così tante che sarei pronta a salutarlo, quasi come una liberazione, se ne intravedessi appena e solo il tramondo.

All I want is you sono i capelli castani di quindici chili fa.

All I want is you è un concerto sotto i fumi della centrale, le chiavi di casa legate ad uno spago, l’elastico tra i capelli, gli occhiali bianchi e la fierezza.

All I want is you è quella clessidra che vorrei tanto girare, se solo la sabbia smettesse di scendere.





Fare e disfare è tutto un lavorare

10 01 2011

Disfare l’albero è un rito, un pò come farlo. Nel mio mondino, la gioia del farlo andrebbe condivisa, quello del riporre tutto in scatole è roba da grandi. Una tradizione tramandatami da mio padre, che nell’adagiare le luci e le palle nelle scatole di cartone in garage aveva stabilito tutto. Ordine, le palle con le palle, le luci con le luci, i fiocchi con i fiocchi. Essere adulti per me significa questo, avere il privilegio di decidere dove riporre cosa, cosa ritrovare dove, dove ritrovare come.

Buon fine natale, miei cari








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