La chiamerò Lorena (che poi è il suo vero nome).
Lei fa la precisa. Non lo è, ma la fa. Si tira le pose da precisa. Da precisa-appena-arrivata. Terribile. Allora mi scrive mail su mail, la maggiorparte per anticipare un fax che arriverà un minuto dopo, e per conoscenza, la zelante, mi mette pure il capo dei capi. Sempre.
Ricevo un ordine da inserire a sistema. Ora chi non sa che la data di consegna, in un ordine, è una cosa fondamentale? Lei, la zelante somma, mi scrive. Consegna: luglio-settembre-non spedire prima del 25 agosto. Io, nonostante sono certa che lei avrebbe approfittato di un errore mio per farlo notare al capo dei capi, non l’espongo al pubblico ludibrio. Ovvero, scherzando, invio a lei, solo a lei, un fax ripetendo i termini da lei riportati seguiti da un punto interrogativo e con il mio nome di seguito (nota bene, Barbara).
Mi arriva una formale mail indirizzata a me e p.c. un altro stronzetto che non conta niente, ma tanto per darsi una qualche aria. Ecco il testo:
“Ciao, in merito all’ordine trasmesso il 26 febbraio la richiesta è di non spedire prima del 25 agosto. Per questo motivo il lotto di produzione è seconda di luglio. Per quanto concerne la consegna da inserire mi sembra che il sistema consenta di visualizzare solo l’ultima data quindi per favore consideriamo 30 settembre e non oltre”.
Rispondo io a lei e p.c. il capo dei capi, lo stronzetto e la mia fedele Stefania:
“quanto qui sotto da te spiegato non coglie l’ironia del mio fax. Il problema che volevo sottoporre alla tua attenzione non era tanto conoscere con esattezza la data di consegna, né tantomeno quella di produzione. Leggendo come termini di consegna testualmente “luglio settembre non spedire prima del 25 agosto” ho avuto qualche ilare perplessità. Provvederò ad inserire semplicemente 15 settembre in modo da poterci avvalere delle due settimane successive per completare l’evasione dell’ordine”.


