Come gli scrissi un tempo.
Domani mi montano questa: esattamente filovanity top. Mandarino e bianca, che con la parete viola davanti sarà un audace spettacolo cromatico.
Sarà casa, finalmente.

Come gli scrissi un tempo.
Domani mi montano questa: esattamente filovanity top. Mandarino e bianca, che con la parete viola davanti sarà un audace spettacolo cromatico.
Sarà casa, finalmente.

Superstrada
Bisarca, agghindata a festa, con cartello luminoso che recita:
Grande Toro
Gioia

Posso arrivare a capire la logica del passare i vestiti dalla sorella grande alla sorella piccola.
Capisco l’emozione della mamma: Chica questo era della Bambi.
Ma tornare a casa e vedere che la Gina ha il moncler giallo, no.
No, tutta la vita.
Keywords: cazzo è un cane, mamma, papà, cappelletti.

Se c’è una cosa che mi piace di questo lavoro è l’odore di cera che emanano le rocche di filo. Le vedo in controluce dietro l’oblò che da sul magazzino, allineate per titolo, quindi ordinate per colore e quindi sistemate per peso. Ci sono alcuni colori che abbiamo voluto chiamare con nomi importanti: pervinca, geranio, ametista, chocolate brown.
L’ insieme è ordinato senza essere ossessivo. Come me stessa.
Conosco tutti i trucchi degli accessi, allarmi disattivabili, chiavi come san pietro. Mi piace pensare che questa scrivania, nell’ufficio più bello dell’azienda, me la sia meritata. Ma, nonostante questo, non voglio che sia per sempre, come molte altre cose. Perchè l’idea che tutto possa non poter cambiare, mi terrorizza? Deve essere qualche retaggio della mia vita precedente. Una fissa, una sfida, un’ossessione.
Questi giorni pre-natalizi li passerò a pensare a che bel natale è questo. Bello anche perchè in evoluzione. L’ho scritto sulla pietra e voglio crederci. Tutto sta andando e io lo guardo andare. Senza desiderare di fermarlo, questo tempo.

Lopez: emergenza casa dei puffi. Mi serve il tuo aiuto per portarla dalla toys a San Biagio. Dimmi di si!
Lui: SIIIIII!!!! …. …. La prenderemo al grido di “SOL-FA-MIIIIIIIIII!!!”

Ci sono storie che non appartengono a questo mondo. Storie di amicizia sublime, di amore delirante, di morbosità titaniche che non trovano spazio nelle menti umane. Nemmeno nelle più brillanti. Pur di non essere neanche solo descritte, rifuggono dalle parole, dagli spazi, dai tempi.
Ci sono storie di ordinaria follia in cui attimi sublimi e di (im)perfezione durano una notte. La luna piena un anno. Una canzone in loop che suona suona suona.
Buongiorno miei cari, è passato il giorno di Santa Lucia. Da oggi le giornate si riallungano, il letargo si accorcia, il sole tramonterà un secondo più tardi.
Scrollatevi di dosso le paure e siate audaci. Osate. Vestite da sera i vostri difetti. Vi aspetto lì, dove si balla.

Almeno io, mi sento così.
keywords: carol, otto anni e sentirli tutti, mamma, papà, linda.

“A Monteluce c’è sempre il sole”. “Altro che laggiù” (dove laggiù era Ponte della Pietra, il Poggio, la Periferia).
Per quanto mi facesse dannare il suo spocchioso modo di ergersi a cittadina, dovevo ammettere che c’era sempre il sole in quella piazza. Dalla sua terrazza poi, si apriva il mondo.
Sarebbe felice in ogni caso di sapere che esiste un altro posto dove c’è sempre il sole e che, mentre salgo, la penso con affetto. Come mai mi era successo prima. E’ come se, sotto quella croce che indica che il traguardo è vicino, trovo i suoi occhi grigi e lagrimosi.
Keywords: gioia, sole, nebbia in lontananza, occhi come raggi: talmente chiari da sbiadire l’orizzonte.