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Carlà

Luglio 9, 2009

 

Da un pò di tempo le canzoni melense mi fanno ridere e quelle rock pensare.

Ma perchè? Diamine, ne esce sempre una nuova.

Questa ad esempio mi lascia così, come quando ti raccontano una barzelletta e non ti vien molto da ridere. E non sai se non ridi perchè l’hai già sentita o perchè l’umorismo era troppo facile.

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Serate

Luglio 8, 2009

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Muahahahahaha

Luglio 3, 2009

Ieri in palestra.

Una voce ci chiama alla finestra: oh, freghi, venite a vedere.

Lo scenario è: un’utilitaria verde militare caricata a mezz’aria da un carroattrezzi.

La solita voce: PANDA  INCLINATA 4 X 4

Muahahahahaahahahahah

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Serate

Luglio 1, 2009

 

Non dirò mai che non sono stata bene con voi, perchè siete come un vecchio amore che si ha paura di tradire anche solo col pensiero. E la fedeltà è pure riconoscenza con quel briciolo di scontatezza che non è pigrizia. Piuttosto abitudine. Non riesco a riavvolgere la bobina delle nostre chiacchierate, s’è ingarbugliata come succedeva con il nastro della cassetta che lo stereo ti restituiva violentata sul brano che più ti piaceva.

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Pelle, ossa e dintorni

Giugno 25, 2009

Jule-Rotenberg-giselle

Questa mattina ho rischiato di morire. Lì per lì con Cristian ci ho riso su ipotizzando l’annuncio funereo. Poi con il passare del giorno e del tempo ho riflettuto meglio. Non tanto alla morte, ma alla vita. Va da sè che il pensiero del non esserci più sfiora chiunque e ognuno di noi lo imbelletta di cipria.  Cipria che assume sfumature diverse a seconda dell’età e del vissuto.

Insomma grosso spavento, ora passerò in ospedale a trovare il mio mancato carnefice, gli porterò una scatola di cioccolatini. Non mi viene in mente nient’altro da regalare alla morte. Scema che sono.

L’idea dell’eterno sonno mi ha fatto riflettere su quanto in verità io sia pronta a vivere. Non è che una recente conquista. C’è tanto da fare.

Gioia.

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Ma quanto tempo ancora ….

Giugno 25, 2009

Confesso a Voi fratelli che ho molto peccato e che una volta mi sono iscritta a facebook. Fatto sta che non era roba per me, per ovvi motivi. E mi sono cancellata disattivando l’account con una trafila lunghissima consigliatami dal re della paranoia.

Anywhy

Alcuni avventori feticisti sostengono che i miei piedini, ultima immagine pubblicata come profilo, continuano ad imperversare non più tra gli amici ma tra le persone che potresti conoscere. Cioè, mi par di capire che il sistema non mi riconosce più fidata amica, ma “solo” appetibile preda dagli arti sbilenchi.   

Vi par possibile?

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Dell’altrui giudizio

Giugno 17, 2009

Ci sono persone che se gli togli la facoltà del  giudizio, specie quello d’acchitto, vedono diminuita la loro capacità di confrontarsi del 40%.

Che tristezza.

Percepisci nei loro occhi, ancor prima della presa di coscienza che state condividendo uno stesso momento spazio-temporale, il cipiglio del giudizio.

Che sia un modus operandi (per rompere il ghiaccio)  o un modus vivendi (incapacità di trattenersi), non fa differenza. L’importante è esprimere la propria opinione, connotarla esplicitamente talvolta con falsa modestia. Quasi mai con ostentata superbia. 

Che noia. Che noia. Che noia.

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No title

Giugno 16, 2009

Tredici ore di lavoro, un paio di pantofole vinte alla pesca, la tisana camomilla miele e vaniglia pronta sul tavolo, sorrisi di tutto un racconto di bordo, la voglia di scrivere, una gambina che spunta da dietro le sponde del letto dei pirati, il traffico della superstrada, la musica della radio senza pubblicità, le dodici valute di cui non ricordo la formula, una sigaretta fumata con i piedi sul tavolo, il giardino con l’erba tagliata, il letto da disfare, la pace della solitudine, l’odore della pelle, le ultime dieci pagine che non leggo per protesta, l’urlo silenzioso della morte, la vanità, le foto in bianco e nero,  i tappeti che sanno di limone, la credenza con i carboidrati, le lampade a forma di gru, la luce dell’africa, le confidenze regalate, l’amaro di quello che non svelerò mai, tutti i suoi sbagli, mio padre, il desiderio, il frastuono dell’assenza, il vestito blu a pois bianchi, il motorino truccato, la collezione di palle, l’ossessione delle  gabbie, chiedi alla polvere, le rose del giardino, il rossore di un complimento, l’angoscia del darfur, i mille inizi, il braccialetto fosforescente del concerto, il giorno prima della felicità, la voce della ninfa eco. Ventinove parole.

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Where is my mind

Giugno 12, 2009

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Indice pronto

Giugno 9, 2009

http://www.valeriobispuri.com

Detesto i fotografi che impegnano e impregnano lo scatto di vanità. Ci sono dei giochi meticolosi di luci e ombre che, lungi dal passare per fortunati incontri, evidenziano la personalità di chi nell’oblò mette la boria più che l’occhio. Valerio Bispuri è un genio.  Vi invito, senza remore: io ci ricorro spesso quando ho voglia di imperfetta e sfocata bellezza.

E poi, è proprio di oggi “il dramma in bianco e nero degli spenti della vita“. Sempre suo.